Normativa droni FPV in Italia: la guida completa

Aggiornato ad agosto 2026 — la normativa cambia: verifica sempre le regole in vigore su ENAC e D-Flight prima di ogni volo.

In breve

In Italia il volo con i droni FPV è regolato dal Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 e dal Regolamento delegato (UE) 2019/945, non più dal vecchio regolamento nazionale su APR e SAPR. Quasi tutto l'FPV amatoriale rientra nella categoria Aperta, suddivisa nelle sottocategorie A1, A2 e A3. Servono la registrazione come operatore su D-Flight, un attestato di pilota, una copertura assicurativa per la responsabilità civile e il rispetto delle zone geografiche. La regola che distingue l'FPV da ogni altro volo: con il visore addosso non hai il contatto visivo diretto con il drone, quindi ti serve sempre un osservatore accanto a te che lo segua a occhio nudo.

Quali norme valgono davvero oggi

Fino al 2020 in Italia si parlava di APR e SAPR, di operazioni "critiche" e "non critiche", di attestati riservati all'uso professionale e di aeromodellismo per l'uso ricreativo. Quell'impianto non è più il riferimento operativo. Oggi valgono due norme europee, applicabili direttamente in tutti gli Stati membri:

  • Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 — stabilisce come si vola: le categorie di operazione (Aperta, Specifica, Certificata), le sottocategorie, i limiti di quota e di distanza, gli obblighi di registrazione e le competenze richieste al pilota remoto.
  • Regolamento delegato (UE) 2019/945 — stabilisce com'è fatto il drone: requisiti tecnici e marcature di classe da C0 a C4 per la categoria Aperta (C5 e C6 riguardano la categoria Specifica).

La differenza pratica più importante rispetto al passato è che non conta più se voli per hobby o per lavoro. Conta il rischio dell'operazione: il peso del drone, la sua classe, la vicinanza alle persone. Chi filma per diletto e chi filma per un cliente seguono le stesse regole, a parità di drone e scenario. ENAC resta l'autorità nazionale: applica i regolamenti europei, gestisce esami e attestati, pubblica le zone geografiche italiane.

Se stai iniziando adesso e il vocabolario di base non ti è ancora chiaro, parti dalla nostra spiegazione di cosa significa volare in FPV e poi torna qui.

La categoria Aperta: dove rientra quasi tutto l'FPV

La categoria Aperta è pensata per le operazioni a basso rischio ed è quella in cui rientrano praticamente tutti i droni FPV amatoriali: dai tiny whoop da volo indoor ai long range da cinque pollici. Non richiede autorizzazioni preventive né dichiarazioni, ma impone limiti operativi precisi.

I paletti fondamentali della categoria Aperta sono questi:

  • Il drone deve restare entro 120 metri dal punto più vicino della superficie terrestre. Non è "120 metri dal punto di decollo": se sorvoli un pendio in salita, la quota si misura rispetto al terreno sotto di te.
  • Il volo deve avvenire in VLOS (Visual Line Of Sight), cioè con contatto visivo diretto e continuo con il drone, senza ausili ottici. Le lenti da vista e da sole non contano come ausilio; binocoli e visori sì.
  • È vietato sorvolare assembramenti di persone.
  • È vietato trasportare merci pericolose e sganciare oggetti dal drone.
  • La massa massima al decollo è inferiore a 25 kg.
  • L'età minima del pilota remoto è di norma 16 anni, con eccezioni previste per i droni giocattolo, per quelli di classe C0 e per gli autocostruiti sotto i 250 grammi.

Chi ha esigenze che sfondano questi limiti (volo oltre la linea di vista senza osservatore, sorvolo di persone, quote superiori) esce dalla categoria Aperta ed entra nella categoria Specifica, che richiede una dichiarazione o un'autorizzazione ENAC. Per l'FPV sportivo e amatoriale, invece, la categoria Aperta è sufficiente nella quasi totalità dei casi.

Sottocategorie A1, A2 e A3: la tabella di riferimento

Dentro la categoria Aperta, la vicinanza consentita alle persone dipende dalla sottocategoria, che a sua volta dipende dalla classe e dal peso del drone.

Sottocategoria Droni ammessi Dove puoi volare Cosa ti serve
A1 Classe C0 (sotto 250 g) e C1 (sotto 900 g). Droni senza marcatura di classe ("legacy") sotto i 250 g Anche in prossimità di persone. Il volo va pianificato in modo che sia ragionevole prevedere di non sorvolare persone non coinvolte; in caso di sorvolo imprevisto va ridotto al minimo. Mai sopra assembramenti Registrazione operatore, assicurazione RC, attestato A1/A3 per la classe C1
A2 Classe C2 (sotto 4 kg) Vicino a persone non coinvolte mantenendo la regola 1:1 (distanza orizzontale pari alla quota) e comunque almeno 30 m, riducibili a 5 m attivando la modalità a bassa velocità (3 m/s) Certificato di competenza A2, registrazione operatore, assicurazione RC
A3 Classi da C0 a C4, fino a 25 kg. Droni legacy e autocostruiti fino a 25 kg Lontano da persone: almeno 150 m da zone residenziali, commerciali, industriali e ricreative. Nessuna persona non coinvolta nell'area di volo Attestato A1/A3, registrazione operatore, assicurazione RC

Una nota che riguarda direttamente chi vola FPV in A3: la distanza minima dalle persone non coinvolte non deve comunque essere inferiore allo spazio che il tuo drone percorre in due secondi alla velocità massima. Su un cinque pollici che tocca i 25 m/s significa almeno 50 metri, non 30. Un dettaglio che quasi nessuno considera e che, sui mezzi veloci, cambia parecchio la scelta dello spot.

Classi CE, droni legacy e autocostruiti

Dal 1° gennaio 2024 la marcatura di classe è il criterio principale per collocare un drone in una sottocategoria. Le classi rilevanti per la categoria Aperta vanno da C0 a C4 e sono definite dal Regolamento (UE) 2019/945.

Qui casca il mondo FPV, perché i droni FPV da hobby quasi mai hanno una marcatura di classe. Le situazioni possibili sono tre:

Droni con marcatura di classe

Hanno l'etichetta con il numero di classe applicata dal costruttore. È il caso di gran parte dei mezzi del catalogo DJI e di alcuni prodotti consumer. Per questi la sottocategoria è determinata direttamente dalla classe.

Droni "legacy" senza marcatura

Sono i droni immessi sul mercato europeo prima del 31 dicembre 2023. Restano utilizzabili, ma con collocazione rigida: sotto i 250 grammi possono operare in A1, sopra questa soglia e fino a 25 kg operano solo in A3, quindi lontano da persone e ad almeno 150 metri dalle aree abitate.

Droni autocostruiti

È la categoria in cui rientra la maggior parte dei mezzi FPV veri, quelli assemblati partendo da telaio, motori, ESC e componenti singoli. Sono ammessi a condizione che siano stati costruiti per uso personale e non acquistati come kit pronti all'uso. Come i legacy, sotto i 250 grammi possono operare in A1; sopra questa soglia il posto è la sottocategoria A3.

La conseguenza operativa è netta e vale la pena dirla senza giri di parole: se il tuo cinque pollici autocostruito pesa 700 grammi, il tuo campo di volo è A3. Niente parchi cittadini, niente piazze, niente riprese sopra un gruppo di amici. Serve un'area lontana almeno 150 metri dal costruito e senza persone estranee all'operazione.

La soglia dei 250 grammi: cosa cambia davvero

Sotto i 250 grammi molte cose si semplificano, ma l'idea che "sotto 250 grammi non serve niente" è falsa e costa cara. Ecco cosa cambia e cosa no.

Cosa cambia: il drone può operare in sottocategoria A1 anche senza marcatura di classe, quindi con molta più libertà nella scelta dello spot rispetto ad A3.

Cosa non cambia: l'esenzione dalla registrazione come operatore vale per i droni sotto i 250 grammi privi di sensori in grado di rilevare dati personali, cioè senza telecamera. Un drone FPV ha per definizione una telecamera a bordo: è il senso stesso del volo in immersione. Quindi, nella pratica, un whoop da 30 grammi con camera FPV richiede comunque la registrazione dell'operatore. Restano dovuti anche l'assicurazione e il rispetto delle zone geografiche.

Sull'attestato la formulazione ENAC parla di droni sotto i 250 grammi senza capacità di registrazione audio/video: alcuni mezzi FPV trasmettono l'immagine senza registrarla a bordo. È una zona grigia che non conviene interpretare da soli. L'attestato A1/A3 si ottiene interamente online in poche ore: nel dubbio, conviene averlo. Se ti interessa restare stabilmente sotto soglia, il nostro catalogo di droni sotto i 250 grammi raccoglie i mezzi pensati apposta, e i mini drone FPV sono il compromesso più sensato tra peso e prestazioni.

Volo FPV e obbligo di osservatore: la regola che devi conoscere

È il punto centrale di questa guida e la ragione per cui una guida generica sui droni non basta a chi vola con il visore.

La categoria Aperta richiede il volo VLOS, cioè il contatto visivo diretto e continuo con il drone. Quando indossi un visore FPV stai guardando l'immagine trasmessa dalla telecamera del drone, non il drone. Per la norma quello non è contatto visivo diretto.

La soluzione prevista dal regolamento è l'osservatore. ENAC lo scrive esplicitamente: l'uso dei droni FPV è consentito solo con l'assistenza di un osservatore che mantenga il contatto visivo diretto con il drone. Le condizioni sono queste:

  • L'osservatore deve mantenere il contatto visivo costante e senza l'aiuto di strumenti con il drone.
  • Deve essere posizionato in prossimità del pilota, in modo da poter comunicare a voce senza radio o intermediari.
  • Deve controllare la traiettoria di volo rispetto ad altri aeromobili, alle persone e agli ostacoli, dando avvisi tempestivi per mantenere la separazione.
  • Il drone deve restare comunque entro la distanza di visibilità VLOS: l'osservatore non abilita il volo oltre l'orizzonte visivo, serve a ripristinare il contatto visivo che il visore ti toglie.
  • Il pilota remoto resta pienamente responsabile della sicurezza del volo, anche in presenza dell'osservatore.

Tradotto in pratica: non esiste un volo FPV legale in solitaria nella categoria Aperta. Se vai al campo da solo e ti metti il visore, sei fuori norma a prescindere dal peso del drone, dall'attestato che hai in tasca e dalla bontà delle tue intenzioni. L'osservatore non deve essere un pilota certificato né possedere titoli particolari, ma deve essere una persona presente, sveglia e istruita su cosa guardare. La modalità "follow me" è l'unica altra deroga al VLOS prevista in categoria Aperta ed è limitata a 50 metri dal pilota: non è una scorciatoia utilizzabile per l'FPV sportivo.

Dove si può volare: le zone geografiche

Il rispetto delle sottocategorie non basta. L'Italia è suddivisa in zone geografiche UAS che vietano, limitano o condizionano il volo: aree aeroportuali e relative zone di protezione, aree militari, parchi nazionali e riserve, siti sensibili, centri storici e zone soggette a ordinanze locali.

La mappa ufficiale è consultabile sul portale D-Flight e va verificata prima di ogni sessione, non una volta per tutte: le restrizioni cambiano, e alcune sono temporanee (eventi, manifestazioni, operazioni di emergenza). A questo si aggiungono i regolamenti comunali e i divieti dei gestori di aree private: un parco pubblico può essere fuori da qualsiasi zona vietata sulla mappa e comunque avere un'ordinanza che vieta il volo di aeromodelli.

Per chi vola FPV a Roma e nel Lazio la questione è concreta: gran parte dell'area urbana ricade in zone di protezione aeroportuale. Nel nostro laboratorio di assistenza droni FPV e DJI capita spesso di parlarne con chi porta il mezzo in riparazione, e la risposta è quasi sempre la stessa: spostarsi fuori città e volare in A3 su terreni aperti.

Cosa serve prima del primo volo

Riassumendo gli adempimenti della categoria Aperta:

  1. Registrazione come operatore UAS sul portale D-Flight, con applicazione del numero di identificazione sul drone.
  2. Attestato di pilota: A1/A3 online per la gran parte dei casi, certificato A2 se vuoi avvicinarti alle persone con un mezzo di classe C2.
  3. Assicurazione per la responsabilità civile, adeguata al tipo di operazione.
  4. Verifica delle zone geografiche prima di ogni volo.

Ognuno di questi passaggi ha una procedura precisa, con moduli, tempi e piattaforme dedicate. Li abbiamo raccolti passo per passo nella guida pratica alla registrazione su D-Flight, agli attestati A1/A3 e A2 e all'assicurazione, con i link diretti alle pagine ufficiali.

Errori comuni

  • Credere che il vecchio regolamento ENAC sia ancora la norma di riferimento. Aeromodelli, APR, SAPR, operazioni critiche e non critiche, quota di 70 metri: sono concetti superati. Chi trova questi termini in un articolo online sta leggendo materiale non aggiornato.
  • Pensare che l'uso ricreativo esoneri da tutto. La distinzione hobby/professionale non esiste più come criterio normativo. Registrazione, attestato e assicurazione si applicano anche a chi vola solo per divertimento.
  • Volare in FPV senza osservatore. È l'errore più diffuso in assoluto nella comunità italiana e, paradossalmente, il più facile da evitare: basta portarsi qualcuno al campo.
  • Dare per scontato che sotto i 250 grammi non serva nulla. Con una telecamera a bordo la registrazione dell'operatore resta dovuta.
  • Misurare i 120 metri dal punto di decollo. Il limite si misura dal punto più vicino della superficie terrestre: su terreno in pendenza il calcolo cambia.
  • Fermarsi ai 30 metri di distanza dalle persone con un mezzo veloce. Sui droni ad alta velocità entra in gioco il criterio dei due secondi alla velocità massima, che alza sensibilmente la distanza minima.
  • Controllare le zone geografiche una volta sola. Le restrizioni temporanee compaiono e spariscono: la verifica va fatta ogni volta.

Domande frequenti

Serve un'autorizzazione ENAC per volare con un drone FPV per hobby?

No, non nella categoria Aperta. Non è prevista alcuna autorizzazione preventiva né dichiarazione. Devi però rispettare i requisiti della categoria: registrazione come operatore, attestato di pilota, assicurazione RC, limiti di quota e distanza, e la presenza dell'osservatore quando voli con il visore. Le autorizzazioni entrano in gioco solo se esci dalla categoria Aperta.

Devo registrare il drone o me stesso?

Ti registri tu come operatore, non il singolo drone. Ottieni un numero di identificazione dell'operatore che vale per tutti i mezzi che utilizzi e che devi applicare in modo leggibile su ciascuno di essi. È una differenza importante rispetto al vecchio sistema, che prevedeva la registrazione del singolo aeromobile.

Un drone sotto i 250 grammi è esente da tutti gli obblighi?

No. L'esenzione dalla registrazione riguarda i droni sotto i 250 grammi privi di sensori capaci di rilevare dati personali. Un drone FPV ha una telecamera per definizione, quindi la registrazione resta dovuta. Assicurazione e rispetto delle zone geografiche valgono comunque. Un'eccezione a parte riguarda i droni classificati come giocattolo ai sensi della direttiva 2009/48/CE.

Posso volare in FPV da solo, senza osservatore?

No, non nella categoria Aperta. Il visore ti priva del contatto visivo diretto con il drone, che è un requisito della categoria. L'osservatore serve proprio a ripristinarlo: deve stare vicino a te, seguire il drone a occhio nudo e avvisarti di ostacoli, persone e altri aeromobili. Vale per qualsiasi peso, incluso un whoop da 30 grammi in volo indoor all'aperto.

Il mio drone FPV autocostruito è legale?

Sì, i droni costruiti privatamente sono ammessi, a condizione che siano stati assemblati per uso personale e non acquistati come kit pronti all'uso. Non avendo marcatura di classe, se superano i 250 grammi operano in sottocategoria A3: lontano da persone e ad almeno 150 metri da zone residenziali, commerciali, industriali e ricreative. Sotto i 250 grammi possono operare in A1.

Posso far volare il drone nel giardino di casa?

Dipende dal drone e da cosa c'è intorno. Il giardino di casa non è un'area esente dalle regole: valgono le zone geografiche, i limiti della sottocategoria e la distanza dalle persone non coinvolte. Con un autocostruito sopra i 250 grammi, quindi in A3, un giardino in area residenziale è di fatto inutilizzabile, perché la distanza minima dalle zone abitate è di 150 metri.

Posso volare vicino a un aeroporto?

Le aree aeroportuali e le relative zone di protezione sono zone geografiche con restrizioni: il volo è vietato o subordinato ad autorizzazione. L'estensione varia da scalo a scalo e va verificata sulla mappa ufficiale D-Flight, che riporta i confini reali di ciascuna zona. Non affidarti a regole a memoria sui raggi in chilometri: guarda la mappa.

L'assicurazione è obbligatoria anche per l'uso ricreativo?

Sì. La copertura per la responsabilità civile verso terzi è richiesta per operare nella categoria Aperta e deve essere adeguata alla tipologia di operazione. Non è più un obbligo riservato all'uso professionale: chi vola per hobby è soggetto allo stesso requisito. Verifica che la polizza copra esplicitamente il tipo di mezzo che utilizzi.

In conclusione

La normativa europea ha semplificato molte cose rispetto al vecchio impianto nazionale, ma ha spostato il baricentro: non conta più perché voli, conta quanto pesa il mezzo, che classe ha e quanto sei vicino alle persone. Per chi fa FPV la sintesi è ancora più corta: un autocostruito sopra i 250 grammi vola in A3, e con il visore serve sempre un osservatore. Rispettati questi due punti, il resto sono adempimenti burocratici che si sbrigano in un pomeriggio.

Se stai valutando il primo mezzo e non sai da dove partire, la guida per principianti al volo FPV affronta la scelta del setup e il percorso di apprendimento; se invece cerchi un mezzo per riprese aeree, i droni FPV cinematic sono la categoria da guardare, tenendo presente che il peso li colloca quasi sempre in A3.

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