Aggiornato ad agosto 2026 — procedure, piattaforme e importi cambiano: verifica sempre le informazioni sulle pagine ufficiali di ENAC e D-Flight.
Per volare legalmente in categoria Aperta servono quattro cose, in quest'ordine: registrarsi come operatore UAS sul portale D-Flight e applicare il numero identificativo sul drone, ottenere l'attestato di pilota A1/A3 con corso ed esame online sulla piattaforma ENAC, stipulare un'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi e verificare le zone geografiche prima di ogni volo. Il certificato A2 serve solo se vuoi avvicinarti alle persone con un drone di classe C2. Tutto si sbriga online: la parte più lunga è lo studio per l'esame.
Questa è la guida operativa. Le regole di volo — sottocategorie, classi, quote, distanze e l'obbligo di osservatore quando indossi il visore — le trovi spiegate nella guida completa alla normativa sui droni FPV in Italia. Qui ci occupiamo solo di cosa devi fare, dove e in che ordine.
Passo 1: registrarsi come operatore UAS su D-Flight
La prima cosa da capire è che ti registri tu, non il drone. Ottieni un numero di identificazione dell'operatore UAS che vale per tutti i mezzi che utilizzi, e che va applicato su ciascuno di essi.
La registrazione è obbligatoria per tutti gli operatori. L'unica esenzione riguarda i droni sotto i 250 grammi privi di sensori in grado di rilevare dati personali: in pratica, senza telecamera. Dato che un drone FPV la telecamera ce l'ha per definizione, chi vola FPV deve registrarsi anche con un tiny whoop da poche decine di grammi. Discorso a parte per i droni classificati come giocattolo ai sensi della direttiva 2009/48/CE, che sono esenti dagli obblighi di registrazione, attestato, assicurazione e verifica delle zone.
Come si fa
- Vai sul portale d-flight.it e crea un account.
- Accedi come persona fisica o come impresa, a seconda di come operi.
- Completa la registrazione come operatore UAS inserendo i dati richiesti e dichiarando il possesso della copertura assicurativa.
- Ricevi il tuo numero di identificazione operatore, disponibile anche come QR code identificativo da acquistare sul portale.
Il numero va poi applicato sul drone in modo leggibile e resistente. Un'etichetta stampata e plastificata, fissata al telaio o alla batteria, è sufficiente. Se hai più mezzi, ognuno deve riportarlo: sui droni FPV autocostruiti conviene applicarlo sotto la piastra inferiore o sul lato del telaio, dove non interferisce con l'elettronica e non si stacca al primo crash.
Passo 2: l'attestato di pilota A1/A3
È il documento che nel linguaggio comune viene chiamato "patentino droni". Serve per operare nelle sottocategorie A1 e A3 e si ottiene interamente online, senza corsi in aula e senza prova pratica.
Chi deve averlo
Praticamente chiunque voli con un drone dotato di telecamera in categoria Aperta. L'eccezione riguarda i droni sotto i 250 grammi senza capacità di registrazione audio/video: una casistica ristretta, che nel mondo FPV si presta a interpretazioni. Considerato che la procedura si completa in poche ore, l'attestato conviene averlo comunque.
Come si ottiene
- Studia il syllabus. ENAC pubblica il programma d'esame in PDF, scaricabile gratuitamente dalla sezione dedicata ai piloti UAS. Copre nove argomenti: sicurezza aerea, limitazioni dello spazio aereo, regolamentazione, prestazioni umane, procedure operative, conoscenze tecniche generali sugli UAS, privacy e protezione dei dati, assicurazione e sicurezza.
- Accedi alla piattaforma ENAC Servizi WEB. Gli adulti si autenticano con SPID; per i minorenni è previsto l'invio dei documenti del genitore o tutore tramite la piattaforma.
- Paga il contributo previsto. Il versamento dà diritto a più tentativi d'esame; l'importo aggiornato è indicato sulla pagina ENAC dedicata.
- Sostieni l'esame online. È un test a risposta multipla di 40 domande da completare in 60 minuti. Le risposte corrette valgono 2 punti, quelle errate ne tolgono 1, le non date valgono 0. Per superarlo servono almeno 60 punti su 80.
- Scarica l'attestato. La "Prova di completamento della formazione online" è disponibile subito dopo il superamento ed è valida 5 anni.
L'età minima per il pilota remoto in categoria Aperta è di norma 16 anni, con eccezioni previste per i droni giocattolo, per la classe C0 e per gli autocostruiti sotto i 250 grammi.
Passo 3: il certificato di competenza A2 (se ti serve)
Il certificato A2 è un livello superiore, non un rinnovo. Serve per operare in sottocategoria A2, cioè per avvicinarsi alle persone non coinvolte con un drone di classe C2. Per l'FPV amatoriale, quasi sempre non serve: i droni autocostruiti e i legacy senza marcatura di classe non possono operare in A2 a prescindere dall'attestato che possiedi. Ha senso se voli con mezzi certificati C2, tipicamente in ambito professionale.
Come si ottiene
- Prerequisito: possedere già l'attestato A1/A3 rilasciato da uno Stato membro EASA, con un'attesa minima di 15 giorni tra il conseguimento dell'attestato e la richiesta.
- Requisiti anagrafici: maggiore età con SPID; i sedicenni e diciassettenni possono accedere con il consenso dei genitori.
- Addestramento pratico: va svolto in autonomia, autocertificato, nelle condizioni operative previste per la sottocategoria A3.
- Esame teorico: 30 domande a risposta multipla in 60 minuti, presso soggetti riconosciuti da ENAC oppure in modalità online proctored secondo i calendari pubblicati. Le risposte corrette valgono 2 punti, le errate e le non date 0. Servono almeno 45 punti su 60.
- Validità: il certificato di competenza del pilota remoto A2 è valido 5 anni dal rilascio.
Se non hai chiaro se il tuo caso richieda l'A2 o l'A1/A3 basti, il nostro servizio di video consulenza sui droni FPV è il modo più rapido per inquadrare la situazione con qualcuno che vola davvero.
Passo 4: l'assicurazione RC
La copertura per la responsabilità civile verso terzi è un requisito per operare in categoria Aperta e deve essere adeguata alla tipologia di operazioni che svolgi. Non è più un obbligo riservato all'uso professionale, come accadeva con il vecchio regolamento nazionale: chi vola per hobby è soggetto allo stesso requisito.
Cosa controllare prima di firmare:
- Che la polizza copra esplicitamente il tipo di mezzo che utilizzi, inclusi i droni autocostruiti, spesso esclusi dalle polizze pensate per il consumer.
- Che il massimale sia coerente con il peso del drone e con gli scenari in cui voli.
- Che sia chiara la distinzione tra RC verso terzi e danni al mezzo: sono coperture diverse, e solo la prima è quella richiesta dalla norma.
- Che la copertura valga sul territorio in cui voli, se ti sposti all'estero.
Alcune polizze sono attivabili direttamente dal portale D-Flight, altre tramite associazioni o compagnie specializzate. La dichiarazione del possesso di copertura assicurativa fa parte del processo di registrazione come operatore.
Riepilogo: chi deve fare cosa
| Situazione | Registrazione operatore | Attestato | Assicurazione RC |
|---|---|---|---|
| Drone sotto 250 g senza telecamera | Non richiesta | Non richiesto | Richiesta |
| Drone FPV sotto 250 g con telecamera (whoop, micro) | Richiesta | Consigliato: A1/A3 | Richiesta |
| Drone FPV autocostruito sopra 250 g (opera in A3) | Richiesta | A1/A3 | Richiesta |
| Drone di classe C1 sotto 900 g (opera in A1) | Richiesta | A1/A3 | Richiesta |
| Drone di classe C2 sotto 4 kg, per volare in A2 | Richiesta | A1/A3 + certificato A2 | Richiesta |
| Drone classificato giocattolo (dir. 2009/48/CE) | Non richiesta | Non richiesto | Non richiesta |
Link utili ufficiali
Sono le uniche fonti su cui vale la pena verificare, perché sono quelle che vengono aggiornate quando cambia qualcosa.
- ENAC — sezione droni: il punto di partenza, con i rimandi a categoria Aperta, categoria Specifica, classi di UAS e zone geografiche.
- Requisiti generali per operare nella categoria Aperta: registrazione, attestato, assicurazione e verifiche geografiche in una sola pagina.
- Sottocategorie A1, A2 e A3: i limiti operativi e le distanze dalle persone.
- Utilizzo droni FPV (First Person View): la pagina ENAC sull'obbligo di osservatore, da leggere se voli con il visore.
- Piloti UAS: come si ottengono attestato A1/A3 e certificato A2, con syllabus e calendari d'esame.
- Portale D-Flight: registrazione operatore, QR code identificativo e mappa delle zone geografiche.
- FAQ Droni ENAC: le risposte ufficiali ai casi dubbi.
Errori comuni
- Registrare il drone invece dell'operatore. Il sistema attuale registra la persona o l'impresa: un solo numero identificativo per tutti i tuoi mezzi. Cercare una "targa" per ciascun drone è un residuo del vecchio impianto normativo.
- Non applicare il numero identificativo sul drone. La registrazione senza etichetta applicata è incompleta: il numero deve essere leggibile sul mezzo.
- Saltare la registrazione perché il drone è minuscolo. Il criterio non è solo il peso, ma la presenza di sensori che rilevano dati personali. Un whoop con camera FPV richiede la registrazione.
- Confondere il certificato A2 con un rinnovo dell'A1/A3. Sono due titoli distinti: l'A2 richiede l'A1/A3 come prerequisito e abilita a operazioni diverse.
- Stipulare una polizza che esclude gli autocostruiti. Molte coperture consumer coprono solo droni di marca e modello identificabili. Se voli con un mezzo assemblato da te, verificalo nero su bianco.
- Dimenticare la scadenza dei 5 anni. Attestato A1/A3 e certificato A2 hanno una validità limitata: segnati la data.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per essere in regola da zero?
Realisticamente un pomeriggio. La registrazione su D-Flight richiede pochi minuti, l'assicurazione altrettanti. L'attestato A1/A3 dipende da quanto studi: il syllabus si prepara in poche ore e l'esame si sostiene online quando vuoi.
L'attestato italiano vale anche all'estero?
Gli attestati conseguiti in uno Stato membro EASA sono riconosciuti negli altri Stati membri. Le zone geografiche e alcune regole di dettaglio restano però nazionali: prima di volare in un altro Paese, verifica le limitazioni locali presso l'autorità competente.
Se compro un drone già pronto al volo, cambia qualcosa?
Gli adempimenti sono gli stessi. Cambia la sottocategoria in cui puoi operare, che dipende dalla marcatura di classe del mezzo: i modelli con marcatura CE possono accedere ad A1 o A2, quelli senza marcatura seguono le regole dei droni legacy. Se stai scegliendo ora, la nostra guida all'acquisto di un drone aiuta a orientarsi, e nelle sezioni droni FPV pronti a volare e starter kit RTF trovi i pacchetti completi per iniziare.
Serve un certificato medico?
No, non per la categoria Aperta. Il certificato medico LAPL era un requisito del vecchio regolamento nazionale per gli attestati professionali e non è previsto per l'attestato A1/A3 né per il certificato A2.
Volo solo indoor: devo registrarmi lo stesso?
Il volo all'interno di ambienti chiusi esula dall'ambito dei regolamenti sullo spazio aereo. Se però voli anche all'aperto, anche solo occasionalmente in giardino, valgono tutti gli obblighi della categoria Aperta. Molti piloti che si allenano in casa con i whoop FPV danno per scontato di essere esenti, salvo poi uscire a volare al parco.
E se voglio andare oltre i limiti della categoria Aperta?
Si passa alla categoria Specifica, che richiede una dichiarazione basata su uno scenario standard oppure un'autorizzazione ENAC preceduta da una valutazione del rischio. È il percorso per operazioni oltre la linea di vista, sorvolo di persone o quote superiori. Non serve per l'FPV sportivo in categoria Aperta.
Un ultimo consiglio
Mettersi in regola è la parte facile. La parte difficile è scegliere lo spot giusto, capire in che sottocategoria ricade davvero il tuo mezzo e volare in sicurezza: per questo la guida completa alla normativa sui droni FPV resta il riferimento da tenere sottomano. Se poi il drone ha bisogno di attenzioni, dal setup iniziale alla messa a punto, nel nostro laboratorio a Roma ci occupiamo di assistenza per droni FPV e DJI e di montaggio e configurazione da remoto.